FACCIAMO SQUADRA PER IMPARARE SUSSIDIARIO DELLE DISCIPLINE 4

La società micenea - Chi governava le città-fortezza? - Com’era organizzata la società dei Micenei? - Quale religione praticavano i Micenei? - Quale scrittura usavano? - Come sono giunte a noi le storie di questo popolo? Ogni città micenea era una città-stato, era indipendente dalle altre ed era governata da un re, chiamato wanax, aiutato da un consiglio degli anziani. Nella scala sociale venivano poi i nobili e i guerrieri. Gli artigiani erano molto considerati, soprattutto fabbri e orefici che realizzavano oggetti e armature in bronzo e raffinati gioielli in oro. Il popolo era composto in larga parte da agricoltori e da pastori di ovini. C’erano poi i marinai e i mercanti che commerciavano con gli altri popoli offrendo in cambio olio, lana e oggetti di artigianato. Infine vi erano gli schiavi, che erano prigionieri di guerra. Cerchio delle tombe reali di Micene. Ceramica dipinta che raffigura guerrieri achei. I Micenei erano considerati forti e valorosi guerrieri: avevano armi di bronzo, carri da guerra e facevano uso del cavallo, ancora sconosciuto in quei territori. Solo i nobili potevano far parte della cavalleria. La religione I Micenei erano politeisti: adoravano Zeus, padre degli dèi e degli uomini, Poseidone, dio del mare, Demetra, dea della terra, Atena, protettrice della casa, e molti altri dèi. Sono state trovate testimonianze di un profondo culto dei morti. I re erano sepolti in tombe monumentali con armi, abiti e monili sontuosi e il loro volto era ricoperto con una maschera d’oro. La cultura I Micenei usavano la scrittura lineare B dei Cretesi. La cultura era tramandata per lo più oralmente, grazie agli aedi, cantori che andavano di luogo in luogo a recitare in versi le gesta degli dèi e degli eroi. Le vicende della guerra di Troia e molti aspetti della civiltà micenea sono però giunti fino a noi attraverso l’Iliade e l’Odissea, due poemi scritti, secondo la tradizione, da Omero. L’Iliade racconta la guerra tra gli Achei e la città di Troia. L’Odissea, invece, narra il ritorno in patria di Ulisse, re di Itaca. Il cavallo di Troia Sui raffinati vasi micenei spesso sono dipinti personaggi e vicende della storia e della leggenda. Su questo vaso è raffigurato il cavallo di Troia. Secondo la leggenda, gli Achei, dopo dieci anni di assedio, sconfissero la città di Troia grazie all’astuzia di Ulisse: gli Achei finsero di andarsene lasciando un grande cavallo di legno davanti alla porta della città. I Troiani, pensando che fosse un dono degli dèi, introdussero il cavallo nella città. Ma, nella notte, dal cavallo uscirono i guerrieri achei che devastarono Troia ponendo fine alla guerra. Concetti CHIAVE La società micenea era governata da un re chiamato wanax e divisa in classi sociali: le più importanti erano quelle dei nobili, dei guerrieri e degli artigiani. I Micenei erano politeisti e praticavano il culto dei morti. I Micenei conoscevano e usavano la scrittura lineare B dei Cretesi. La cultura era tramandata oralmente dagli aedi, ma le vicende della guerra di Troia, insieme a diversi aspetti della civiltà micenea, sono giunti a noi tramite i poemi di Omero. Questa maschera funeraria d’oro, trovata in una tomba di Micene, raffigura il volto di un re. COMPRENDO E SPIEGO Per ognuno di questi argomenti ripeti a voce le informazioni che hai imparato sui Micenei. • Chi governava le città-fortezza. • Quali dèi veneravano. • Da chi appresero la scrittura. • Chi tramandava la cultura.

La società micenea

- Chi governava le città-fortezza?
- Com’era organizzata la società dei Micenei?
- Quale religione praticavano i Micenei?
- Quale scrittura usavano?
- Come sono giunte a noi le storie di questo popolo?

Ogni città micenea era una città-stato, era indipendente dalle altre ed era governata da un re, chiamato wanax, aiutato da un consiglio degli anziani.
Nella scala sociale venivano poi i nobili e i guerrieri.
Gli artigiani erano molto considerati, soprattutto fabbri e orefici che realizzavano oggetti e armature in bronzo e raffinati gioielli in oro.
Il popolo era composto in larga parte da agricoltori e da pastori di ovini. C’erano poi i marinai e i mercanti che commerciavano con gli altri popoli offrendo in cambio olio, lana e oggetti di artigianato.
Infine vi erano gli schiavi, che erano prigionieri di guerra.

Cerchio delle tombe reali di Micene.

La religione

I Micenei erano politeisti: adoravano Zeus, padre degli dèi e degli uomini, Poseidone, dio del mare, Demetra, dea della terra, Atena, protettrice della casa, e molti altri dèi.
Sono state trovate testimonianze di un profondo culto dei morti. I re erano sepolti in tombe monumentali con armi, abiti e monili sontuosi e il loro volto era ricoperto con una maschera d’oro.

La cultura

I Micenei usavano la scrittura lineare B dei Cretesi.
La cultura era tramandata per lo più oralmente, grazie agli aedi, cantori che andavano di luogo in luogo a recitare in versi le gesta degli dèi e degli eroi.
Le vicende della guerra di Troia e molti aspetti della civiltà micenea sono però giunti fino a noi attraverso l’Iliade e l’Odissea, due poemi scritti, secondo la tradizione, da Omero.
L’Iliade racconta la guerra tra gli Achei e la città di Troia.
L’Odissea, invece, narra il ritorno in patria di Ulisse, re di Itaca.

Il cavallo di Troia

Sui raffinati vasi micenei spesso sono dipinti personaggi e vicende della storia e della leggenda.
Su questo vaso è raffigurato il cavallo di Troia. Secondo la leggenda, gli Achei, dopo dieci anni di assedio, sconfissero la città di Troia grazie all’astuzia di Ulisse: gli Achei finsero di andarsene lasciando un grande cavallo di legno davanti alla porta della città. I Troiani, pensando che fosse un dono degli dèi, introdussero il cavallo nella città. Ma, nella notte, dal cavallo uscirono i guerrieri achei che devastarono Troia ponendo fine alla guerra.

Concetti CHIAVE

La società micenea era governata da un re chiamato wanax e divisa in classi sociali: le più importanti erano quelle dei nobili, dei guerrieri e degli artigiani.

I Micenei erano politeisti e praticavano il culto dei morti.

I Micenei conoscevano e usavano la scrittura lineare B dei Cretesi.

La cultura era tramandata oralmente dagli aedi, ma le vicende della guerra di Troia, insieme a diversi aspetti della civiltà micenea, sono giunti a noi tramite i poemi di Omero.