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La crisi della repubblica Quali problemi crearono le guerre alla popolazione romana? Con quali conseguenze? Chi era Giulio Cesare? Le numerose guerre combattute da Roma crearono gravi problemi alla popolazione. Le terre e le ricchezze sottratte ai popoli sconfitti finivano spesso nelle mani delle famiglie patrizie e i prigionieri di guerra diventavano schiavi al loro servizio. I plebei, invece, al ritorno dalla guerra trovavano i loro campi inariditi o devastati dalle battaglie e dovevano quindi chiedere dei prestiti e contrarre dei debiti. Non riuscendo poi a pagare i debiti, erano costretti a vendere i loro campi ai patrizi. Così, mentre i patrizi accumulavano grandi latifondi, i plebei diventavano sempre più poveri: molti contadini, senza più terra e senza lavoro, si trasferirono in città, dove speravano di trovare un’occupazione. I fratelli Tiberio e Caio Gracco, due tribuni della plebe, tentarono di risolvere questa difficile situazione. Proposero una legge, detta legge agraria, con cui chiedevano che una parte delle terre conquistate fosse distribuita ai contadini impoveriti. La guerra civile I grandi proprietari di terre, però, furono contrari alla legge e fecero assassinare i fratelli Gracchi. L’uccisione dei due tribuni fu un fatto molto grave. Dopo la loro morte, i Romani si divisero in due gruppi: gli ottimati, favorevoli ai proprietari terrieri, e i popolari, favorevoli alla plebe. Seguirono lotte sanguinose che portarono alla guerra civile e alla vittoria degli ottimati: Lucio Cornelio Silla, il loro capo, si fece nominare dittatore a vita, cioè senza limiti di tempo, anziché per sei mesi come prevedeva la legge. I fratelli Tiberio e Caio Gracco. Le parole della STORIA I latifondi sono terreni agricoli molto estesi appartenenti a un solo proprietario. La guerra civile è una guerra tra gli abitanti di una stessa città o nazione. Giulio Cesare Nel 59 a.C. fu eletto console Giulio Cesare, un generale che discendeva dalla gens Giulia, una nobile famiglia romana. In circa dieci anni egli conquistò la Gallia, un territorio vastissimo corrispondente agli attuali Francia, Belgio, Olanda e Svizzera, insieme a parte della Britannia e della Germania. Nei territori occupati fondò città, costruì strade e altre opere pubbliche e diffuse la lingua e la cultura di Roma. Le riforme di Cesare Poiché, nel frattempo, la situazione a Roma era diventata sempre più caotica, Cesare vi tornò con il suo esercito. Accolto con tutti gli onori ma osteggiato dai senatori, egli prevalse sui suoi rivali e ottenne la nomina di dittatore a vita. Durante il suo governo fece importanti riforme: distribuì terre ai poveri e ai legionari, limitò l’uso degli schiavi nei lavori agricoli dando lavoro ai disoccupati, fondò colonie nelle terre conquistate. Modificò anche il calendario: fissò la durata dell’anno in 365 giorni e sei ore e stabilì l’inizio dell’anno nel mese di gennaio. Il nuovo calendario fu chiamato in suo onore calendario giuliano. La morte di Cesare La plebe amava Cesare ma i grandi proprietari terrieri non lo approvavano. Molti senatori temevano che il potere di Cesare portasse alla fine della repubblica: perciò alcuni di essi organizzarono una congiura e lo uccisero in senato il 15 marzo del 44 a.C. La morte di Cesare segnò la fine della repubblica. COMPRENDO ED ESPONGO Il testo è stato diviso in tre parti. Rileggile attentamente e ripeti brevemente il contenuto con l’aiuto delle parole chiave evidenziate. Concetti CHIAVE Le numerose guerre arricchirono i patrizi, che si impossessarono delle terre, e impoverirono i plebei, che al ritorno dalla guerra trovarono i campi inariditi e furono costretti a cederli ai patrizi. I Romani si divisero tra favorevoli ai proprietari terrieri e favorevoli alla plebe, e tra i due schieramenti scoppiò una guerra civile, vinta dai proprietari terrieri. Giulio Cesare fu console e capo militare; conquistò la Gallia, parte della Britannia e della Germania. Tornato a Roma, fu nominato dittatore a vita. Fece importanti riforme, ma i suoi nemici organizzarono una congiura e lo uccisero nel 44 a.C.

La crisi della repubblica

  • Quali problemi crearono le guerre alla popolazione romana?

  • Con quali conseguenze?

  • Chi era Giulio Cesare?


Le numerose guerre combattute da Roma crearono gravi problemi alla popolazione. Le terre e le ricchezze sottratte ai popoli sconfitti finivano spesso nelle mani delle famiglie patrizie e i prigionieri di guerra diventavano schiavi al loro servizio. I plebei, invece, al ritorno dalla guerra trovavano i loro campi inariditi o devastati dalle battaglie e dovevano quindi chiedere dei prestiti e contrarre dei debiti. 
Non riuscendo poi a pagare i debiti, erano costretti a vendere i loro campi ai patrizi. Così, mentre i patrizi accumulavano grandi latifondi, i plebei diventavano sempre più poveri: molti contadini, senza più terra e senza lavoro, si trasferirono in città, dove speravano di trovare un’occupazione. 
I fratelli Tiberio e Caio Gracco, due tribuni della plebe, tentarono di risolvere questa difficile situazione. Proposero una legge, detta legge agraria, con cui chiedevano che una parte delle terre conquistate fosse distribuita ai contadini impoveriti. 

La guerra civile

I grandi proprietari di terre, però, furono contrari alla legge e fecero assassinare i fratelli Gracchi. L’uccisione dei due tribuni fu un fatto molto grave. Dopo la loro morte, i Romani si divisero in due gruppi: gli ottimati, favorevoli ai proprietari terrieri, e i popolari, favorevoli alla plebe. 
Seguirono lotte sanguinose che portarono alla guerra civile e alla vittoria degli ottimati: Lucio Cornelio Silla, il loro capo, si fece nominare dittatore a vita, cioè senza limiti di tempo, anziché per sei mesi come prevedeva la legge.

Giulio Cesare

Nel 59 a.C. fu eletto console Giulio Cesare, un generale che discendeva dalla gens Giulia, una nobile famiglia romana. In circa dieci anni egli conquistò la Gallia, un territorio vastissimo corrispondente agli attuali Francia, Belgio, Olanda e Svizzera, insieme a parte della Britannia e della Germania. Nei territori occupati fondò città, costruì strade e altre opere pubbliche e diffuse la lingua e la cultura di Roma. 

Le riforme di Cesare

Poiché, nel frattempo, la situazione a Roma era diventata sempre più caotica, Cesare vi tornò con il suo esercito. 
Accolto con tutti gli onori ma osteggiato dai senatori, egli prevalse sui suoi rivali e ottenne la nomina di dittatore a vita. Durante il suo governo fece importanti riforme: distribuì terre ai poveri e ai legionari, limitò l’uso degli schiavi nei lavori agricoli dando lavoro ai disoccupati, fondò colonie nelle terre conquistate. Modificò anche il calendario: fissò la durata dell’anno in 365 giorni e sei ore e stabilì l’inizio dell’anno nel mese di gennaio. Il nuovo calendario fu chiamato in suo onore calendario giuliano

La morte di Cesare

La plebe amava Cesare ma i grandi proprietari terrieri non lo approvavano. Molti senatori temevano che il potere di Cesare portasse alla fine della repubblica: perciò alcuni di essi organizzarono una congiura e lo uccisero in senato il 15 marzo del 44 a.C. 
La morte di Cesare segnò la fine della repubblica.


COMPRENDO ED ESPONGO

  • Il testo è stato diviso in tre parti. Rileggile attentamente e ripeti brevemente il contenuto con l’aiuto delle parole chiave evidenziate.


Concetti CHIAVE

  • Le numerose guerre arricchirono i patrizi, che si impossessarono delle terre, e impoverirono i plebei, che al ritorno dalla guerra trovarono i campi inariditi e furono costretti a cederli ai patrizi.

  • I Romani si divisero tra favorevoli ai proprietari terrieri e favorevoli alla plebe, e tra i due schieramenti scoppiò una guerra civile, vinta dai proprietari terrieri.

  • Giulio Cesare fu console e capo militare; conquistò la Gallia, parte della Britannia e della Germania. Tornato a Roma, fu nominato dittatore a vita. Fece importanti riforme, ma i suoi nemici organizzarono una congiura e lo uccisero nel 44 a.C.