FACCIAMO SQUADRA PER IMPARARE SUSSIDIARIO DELLE DISCIPLINE 5

Tra passato e presente Pompei, 24 ottobre 79 d.C. La vita della città scorre normalmente. Un fiume di gente dalle strade laterali confluisce nel Cardo e nel Decumano Massimo, le vie principali, dove numerose botteghe espongono insegne e merci per attirare i clienti. Alle terme e al foro la gente si incontra, conclude affari, si ferma ai thermopoli (i bar di quel tempo) per bere e mangiare. Bambini e adulti assistono alle divertenti commedie dei teatri di piazza. Alle ore 13 il Vesuvio si sveglia: un fragore assordante lacera l’aria divenuta improvvisamente caldissima e densa di vapori, il cielo è oscurato da gigantesche nubi nere. In breve la città è coperta da cenere e lapilli incandescenti. Persone, edifici e cose scompaiono sotto la cenere dove resteranno sepolte per secoli. A Pompei il tempo si è fermato. Il Teatro Grande era stato costruito sfruttando il pendio della collina. Tre gradinate di marmo delimitavano la cavea. Poteva ospitare fino a mille spettatori. Le strade erano pavimentate con pietre vulcaniche, delimitate da marciapiedi. Grossi blocchi di pietra permettevano di attraversare la strada, proprio come le strisce pedonali di oggi. POMPEI OGGI Nel 1748 iniziarono gli scavi per portare alla luce la città sepolta. Lentamente tornò alla luce un mondo che sembrava morto per sempre: strade, templi, teatri, case, ville, con i loro splendidi tesori, ci hanno permesso di conoscere la vita degli abitanti di una città romana. È una testimonianza emozionante e unica: nel 1997 l’UNESCO ha dichiarato Pompei, con le vicine aree di Ercolano e Torre Annunziata, «Patrimonio dell’Umanità». Pompei attira milioni di visitatori da tutto il mondo: purtroppo i delicati resti, conservati per secoli sotto la cenere, rischiano di deperire e rovinarsi per sempre. Per questo, oltre ai continui lavori di manutenzione, le autorità hanno deciso di limitare i siti destinati alla visita e di regolamentare l’afflusso dei turisti. Questo calco è stato fatto versando del gesso liquido nel blocco di cenere indurita in cui la persona fu sepolta. Il gesso ha riempito lo spazio vuoto lasciato dal corpo decomposto, si è solidificato e ha formato l’impronta che riproduce la figura della persona al momento della morte. Alcune stanze di questa villa sono affrescate con scene di particolari riti dedicati al dio Dioniso. Le figure sono a grandezza naturale e dipinte su fondo rosso. FACCIAMO squadra! Come devono comportarsi i turisti per rispettare un luogo così speciale? Pensi che sia giusto limitare le visite? Quali potrebbero essere altre modalità per far vedere Pompei alle persone? Discutetene in classe.

Tra passato e presente

Pompei, 24 ottobre 79 d.C. 
La vita della città scorre normalmente. Un fiume di gente dalle strade laterali confluisce nel Cardo e nel Decumano Massimo, le vie principali, dove numerose botteghe espongono insegne e merci per attirare i clienti. Alle terme e al foro la gente si incontra, conclude affari, si ferma ai thermopoli (i bar di quel tempo) per bere e mangiare. Bambini e adulti assistono alle divertenti commedie dei teatri di piazza. Alle ore 13 il Vesuvio si sveglia: un fragore assordante lacera l’aria divenuta improvvisamente caldissima e densa di vapori, il cielo è oscurato da gigantesche nubi nere. In breve la città è coperta da cenere e lapilli incandescenti. Persone, edifici e cose scompaiono sotto la cenere dove resteranno sepolte per secoli. A Pompei il tempo si è fermato.

Il Teatro Grande era stato costruito sfruttando il pendio della collina. Tre gradinate di marmo
delimitavano la cavea. Poteva ospitare fino a mille spettatori. 

Le strade erano pavimentate con pietre vulcanichedelimitate da marciapiedi. Grossi blocchi di pietra permettevano di attraversare la strada, proprio come le strisce pedonali di oggi.

POMPEI OGGI

Nel 1748 iniziarono gli scavi per portare alla luce la città sepolta. Lentamente tornò alla luce un mondo che sembrava morto per sempre: strade, templi, teatri, case, ville, con i loro splendidi tesori, ci hanno permesso di conoscere la vita degli abitanti di una città romana. 

È una testimonianza emozionante e unica: nel 1997 l’UNESCO ha dichiarato Pompei, con le vicine aree di Ercolano e Torre Annunziata, «Patrimonio dell’Umanità». Pompei attira milioni di visitatori da tutto il mondo: purtroppo i delicati resti, conservati per secoli sotto la cenere, rischiano di deperire e rovinarsi per sempre. 

Per questo, oltre ai continui lavori di manutenzione, le autorità hanno deciso di limitare i siti destinati alla visita e di regolamentare l’afflusso dei turisti.

Questo calco è stato fatto versando del gesso liquido nel blocco di cenere indurita in cui la persona fu sepolta. Il gesso ha riempito lo spazio vuoto lasciato dal corpo decomposto, si è solidificato e ha formato l’impronta che riproduce la figura della persona al momento della morte.

Alcune stanze di questa villa sono affrescate con scene di particolari riti dedicati al dio Dioniso. Le figure sono a grandezza naturale e dipinte su fondo rosso.

FACCIAMO squadra!

Come devono comportarsi i turisti per rispettare un luogo così speciale? Pensi che sia giusto limitare le visite? Quali potrebbero essere altre modalità per far vedere Pompei alle persone? Discutetene in classe.