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La crisi dell'impero Perché l’Impero romano entrò in crisi? Perché fu diviso in due parti? A partire dal III secolo d.C., nell’Impero romano iniziò una crisi che ebbe tante cause diverse e riguardò vari aspetti della vita sociale. Crisi religiosa Come hai già studiato, la diffusione del cristianesimo creò un conflitto religioso: le comunità cristiane erano sempre più numerose, mentre diminuiva l’importanza della religione e delle tradizioni romane su cui si basavano i valori fondamentali dello stato. Crisi militare L’impero aveva bisogno di un esercito numeroso per difendere i confini minacciati dalle popolazioni germaniche. I soldati non erano più solo romani o italici guidati dall’ideale di difendere la patria; furono infatti arruolati molti soldati mercenari, cioè pagati, provenienti dalle province e dalle popolazioni conquistate. I mercenari erano fedeli ai loro capi più che al potere centrale di Roma, erano spesso in lotta tra loro ed erano attenti più al guadagno che agli interessi dell’impero. Crisi economica Mantenere un esercito così numeroso costava molto e i governi di Roma erano costretti a imporre continue tasse. Ma gran parte della popolazione si era impoverita e molti agricoltori dovettero vendere le loro terre: diminuì così la produzione agricola e i prezzi aumentarono. I commerci entrarono in crisi, perché le strade e i mari erano sempre più insicuri e infestati da banditi o da pirati. La popolazione si ridusse a causa di epidemie e carestie, mentre il malessere sociale aumentò. Scena di battaglia tra Romani e Ostrogoti scolpita su un sarcofago romano del III secolo d.C. Mosaico che raffigura prodotti della pesca e dell’allevamento: la crisi li rese introvabili. Crisi politica: la divisione dell’impero Amministrare un territorio così vasto era ormai diventato difficile. Inoltre, i confini erano sempre più insicuri, a causa dei popoli germanici che entravano sempre più spesso nei territori romani per saccheggiare. Un unico imperatore da Roma non riusciva a far fronte a tutti i problemi. Per questo, nel 286 d.C., l’imperatore Diocleziano decise di dividere l’impero in due parti: Impero d’Oriente e Impero d’Occidente. Ogni parte era affidata a un imperatore, con il titolo di Augusto, e a un suo aiutante con il titolo di Cesare: questa nuova forma di governo fu chiamata tetrarchia, che significa «governo di quattro». Nel 324 d.C. Costantino unificò di nuovo l’impero e spostò la capitale a Bisanzio (oggi Istanbul, in Turchia), una città al confine tra Asia ed Europa che in suo onore fu chiamata Costantinopoli (cioè «città di Costantino»). Ma ormai era impossibile tenere unito un impero così vasto e indebolito e così, nel 395 d.C., l’imperatore Teodosio stabilì che gli succedessero i suoi due figli: a Onorio andò l’Impero romano d’Occidente, con capitale prima Milano e poi Ravenna; ad Arcadio spettò l’Impero romano d’Oriente, con capitale Costantinopoli. Da quel momento, le due parti dell’impero non si sarebbero mai più riunificate. COMPRENDO E SPIEGO Con l’aiuto dei titoli, elenca le cause della crisi dell’Impero romano. Rispondi oralmente.- Chi divise in due l’impero? Perché? - Che cos’era la tetrarchia? - Che cosa fece Costantino nel 300 d.C.? - Chi divise definitivamente l’impero? Concetti CHIAVE La crisi dell’Impero romano fu dovuta a molte cause: il diffondersi del cristianesimo, l’indebolimento dell’esercito, la crisi economica, le invasioni dei popoli germanici. L’incapacità di difendersi dalle invasioni delle popolazioni germaniche spinse gli imperatori (prima Diocleziano e poi Teodosio) a dividere l’impero in due parti: l’Impero romano d’Oriente e l’Impero romano d’Occidente. L’imperatore Costantino.

La crisi dell'impero

  • Perché l’Impero romano entrò in crisi?

  • Perché fu diviso in due parti?


A partire dal III secolo d.C., nell’Impero romano iniziò una crisi che ebbe tante cause diverse e riguardò vari aspetti della vita sociale. 

Crisi religiosa

Come hai già studiato, la diffusione del cristianesimo creò un conflitto religioso: le comunità cristiane erano sempre più numerose, mentre diminuiva l’importanza della religione e delle tradizioni romane su cui si basavano i valori fondamentali dello stato. 

Crisi militare

L’impero aveva bisogno di un esercito numeroso per difendere i confini minacciati dalle popolazioni germaniche. I soldati non erano più solo romani o italici guidati dall’ideale di difendere la patria; furono infatti arruolati molti soldati mercenari, cioè pagati, provenienti dalle province e dalle popolazioni conquistate. I mercenari erano fedeli ai loro capi più che al potere centrale di Roma, erano spesso in lotta tra loro ed erano attenti più al guadagno che agli interessi dell’impero. 

Crisi economica

Mantenere un esercito così numeroso costava molto e i governi di Roma erano costretti a imporre continue tasse. Ma gran parte della popolazione si era impoverita e molti agricoltori dovettero vendere le loro terre: diminuì così la produzione agricola e i prezzi aumentarono. I commerci entrarono in crisi, perché le strade e i mari erano sempre più insicuri e infestati da banditi o da pirati. La popolazione si ridusse a causa di epidemie e carestie, mentre il malessere sociale aumentò.

Crisi politica: la divisione dell’impero

Amministrare un territorio così vasto era ormai diventato difficile. Inoltre, i confini erano sempre più insicuri, a causa dei popoli germanici che entravano sempre più spesso nei territori romani per saccheggiare. 
Un unico imperatore da Roma non riusciva a far fronte a tutti i problemi. Per questo, nel 286 d.C., l’imperatore Diocleziano decise di dividere l’impero in due parti: Impero d’Oriente e Impero d’Occidente
Ogni parte era affidata a un imperatore, con il titolo di Augusto, e a un suo aiutante con il titolo di Cesare: questa nuova forma di governo fu chiamata tetrarchia, che significa «governo di quattro». 
Nel 324 d.C. Costantino unificò di nuovo l’impero e spostò la capitale a Bisanzio (oggi Istanbul, in Turchia), una città al confine tra Asia ed Europa che in suo onore fu chiamata Costantinopoli (cioè «città di Costantino»). 
Ma ormai era impossibile tenere unito un impero così vasto e indebolito e così, nel 395 d.C., l’imperatore Teodosio stabilì che gli succedessero i suoi due figli: a Onorio andò l’Impero romano d’Occidente, con capitale prima Milano e poi Ravenna; ad Arcadio spettò l’Impero romano d’Oriente, con capitale Costantinopoli. Da quel momento, le due parti dell’impero non si sarebbero mai più riunificate.


COMPRENDO E SPIEGO

  • Con l’aiuto dei titoli, elenca le cause della crisi dell’Impero romano.

  • Rispondi oralmente.
    - Chi divise in due l’impero? Perché?
    - Che cos’era la tetrarchia?
    - Che cosa fece Costantino nel 300 d.C.?
    - Chi divise definitivamente l’impero?


Concetti CHIAVE

  • La crisi dell’Impero romano fu dovuta a molte cause: il diffondersi del cristianesimo, l’indebolimento dell’esercito, la crisi economica, le invasioni dei popoli germanici.

  • L’incapacità di difendersi dalle invasioni delle popolazioni germaniche spinse gli imperatori (prima Diocleziano e poi Teodosio) a dividere l’impero in due parti: l’Impero romano d’Oriente e l’Impero romano d’Occidente.